Lettera di Incarico Professionale – Fac Simile e Guida

Il Decreto Legge n.1 del 24 gennaio 2012, convertito in legge con modificazioni nel marzo dello stesso anno, ha puntato a introdurre nel mondo delle professioni una maggiore trasparenza, in relazione agli oneri a carico dei clienti committenti al momento in cui viene assegnato un incarico. La disciplina nel suo complesso mira a creare anche una maggiore concorrenza, scardinando la legislazione precedente, che vietava persino a un professionista iscritto a un albo di farsi pubblicità.

In questa sede, esamineremo la lettera di incarico professionale, proponendo un fac simile da scaricare e spiegando quali sono le caratteristiche del documento. La norma del 2012 prevede che all’atto del ricevimento di un incarico, un avvocato o un praticante avvocato abilitato faccia sottoscrivere al cliente una lettera, nella quale compaiono tutte le informazioni legate all’incarico, alla sua natura, oltre che alla parcella dovuta, questa suddivisa tra compenso fisso, ovvero di base, oltre a un compenso orario, legato al tempo effettivamente impiegato per eseguire l’incarico per i casi complessi. In assenza di accordo scritto, questo si considera nullo, ma solo per i professionisti sopra indicati, mentre non per gli altri, come geometri e commercialisti. Tuttavia, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili ha stabilito che la lettera di incarico professionale rappresenta una prova delle parti per confutare eventuali contestazioni. In altre parole, converrebbe sempre allo stesso professionista redigerla e farla firmare al cliente, per mettersi al riparo da eventuali incomprensioni.

Del resto, non si capisce perché solo gli avvocati siano tenuti alla forma scritta per l’assegnazione di un incarico professionale, mentre tutti gli altri professionisti possano limitarsi a un accordo verbale. Se è vero che l’incarico assegnato a un avvocato spesso è rilevante sul piano delle conseguenze giuridiche in capo al cliente, resta indubbio come anche altri ordini professionali possano essere investiti da contestazioni, in relazione alla prestazione di servizi contestati nel risultato, nei modi di esecuzione o anche per il loro costo.

Vediamo cosa si deve scrivere di preciso nella lettera di incarico professionale. Essa deve contenere tutte le indicazioni sul grado di complessità dell’incarico, fornendo quante più informazioni possibili sugli oneri stimati dal momento del conferimento fino alla conclusione del lavoro commissionato. Devono comparire in essa, quindi, l’importo del compenso, correlato all’importanza e alla complessità dell’incarico da eseguire, i costi relativi a ciascuna prestazione da effettuare, comprensivi delle spese da sostenere, gli oneri e i contributi, oltre che il preventivo di massima.

A differenza del passato, questa è una grande innovazione apportata dal testo del decreto, le parti restano libere di fissare il compenso a prescindere dalle tariffe professionali, le quali si intendono abrogate con riferimento sia agli importi minimi che a quelli massimi. Dunque, un avvocato è solo tenuto a non svendere la sua professione, evitando di accettare un incarico a cifre incompatibili con il decoro della professione, ma senza essere più tenuto a seguire le tariffe minime e massime stabilite dall’ordine di appartenenza.

Quale che sia la professione esercitata, i dati obbligatori da indicare nella lettera di conferimento sono l’oggetto e il grado di complessità dell’incarico, il compenso e gli oneri ipotizzabili. Abbiamo detto che questa lettera è obbligatoria solo per gli avvocati, pena la nullità dell’accordo, ma è anche vero che nel caso di contestazione, se si arrivasse davanti al giudice, questi vedrebbe molto negativamente l’assenza di un preventivo di massima per iscritto. In un certo senso, è come se il professionista che si è affidato solo all’accordo verbale parta svantaggiato in tribunale. Da qui, il consiglio reiterato anche dai vari ordini professionali di fare affidamento sulla lettera di conferimento per mettersi al riparo da eventuali disguidi.

Del resto, nel testo originario si prevedeva un preventivo scritto obbligatorio per tutte le professioni, mentre la modifica apportata successivamente dal Parlamento ha limitato tale obbligo ai soli avvocati, limitandosi a confermare per gli altri l’obbligo di offrire al cliente un preventivo di massima all’atto del conferimento dell’incarico, ma non necessariamente scritto, potendo consistere in un accordo solamente verbale.

Per fare in modo che un preventivo di massima sia considerato valido sul piano legale, deve contenere l’indicazione del compenso fisso per l’esecuzione dell’incarico, al quale bisogna aggiungere il compenso orario, variabile in base alla complessità della prestazione, la complessità dell’incarico e il suo eventuale carattere urgente e particolare, specie se esso spinge il professionista alla ricerca di soluzioni innovative o originali.

Nel caso di incarico legati alla realizzazione dell’opera, i criteri da assumere per la determinazione del compenso sono il valore dell’opera da progettare, la complessità del progetto, la categoria dell’opera e la somma delle prestazioni da eseguire.

Facciamo riferimento ad architetti, geometri, ingegneri, geologi, periti agrari e industriali. In formula, si ha che il compenso è uguale a VxGxOxP, dove V indica il valore dell’opera, G la complessità della stessa, Q la quantità delle prestazioni da effettuare e P è il valore di riferimento per il mercato.

Il modello di lettera di incarico professionale presente in questa pagina può essere scaricato sul proprio computer e modificato in modo da essere adattato alle proprie esigenze.

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